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Benzina Vs Diesel: il sorpasso

Le quote di vendita di auto nuove hanno visto una predominanza indiscutibile della propulsione diesel su sui motori a benzina in Europa, per l’intero ultimo decennio, complici i consumi più bassi dei motori a gasolio rispetto ai tradizionali propulsori a ciclo Otto, ma anche una più o meno consistente differenza di prezzo alla pompa a favore del gasolio.
Se questa dinamica, per quanto concerne il mercato del nuovo sia potuta apparire scontata negli ultimi anni, nel primo semestre 2017 è arrivata la smentita: una significativa inversione di marcia, con una perdita di terreno del motore diesel su scala Europea di circa 150000 unità, dal 50,2% al 46,3%, e un contestuale rally di 330000 unità a benzina vendute in più, rispetto all’anno precedente, che proietta a quota 3,4MLN di pezzi le vendite dei propulsori “con la candela” (*Fonte “IlSole24Ore”). Esattamente dello stesso numero le unità diesel vendute nello stesso periodo.
L’arretramento del gasolio nelle preferenze degli automobilisti europei è indubbiamente dovuto alla risonanza dello scandalo Volkswagen nell’ambito dell’ormai famoso “dieselgate”, cui ha fatto da eco quasi assordante l’opportunità, colta dalle entourage mediatiche di mezza Europa, di diffondere speculativamente la notizia di una imminente messa in soffitta del motore a ciclo diesel.

“Tanto tuonò che piovve”…

…Cosicché gli automobilisti di tutta Europa stanno orientando le proprie scelte verso soluzioni che non li ponga davanti al rischio di avere un veicolo “fuorilegge” nel giro di pochi anni.
Per la verità allo stato attuale si tratta di puro allarmismo, sufficiente, tuttavia, a modificare l’assetto delle preferenze degli utenti, tanto da assistere ad un vero e proprio sorpasso della sinora secondaria alternativa a benzina, persino nel nostro Paese, che resta, nonostante tutto, leader nella scelta del diesel rispetto al benzina, pur con una soglia di vantaggio del primo ben più assottigliata rispetto agli anni passati.
Il rally del motore a benzina è senz’altro dovuto a una scelta obbligata, da parte degli utenti orientati su auto del segmento A e B, che vedono i listini impoverirsi inesorabilmente di utilitarie e vetture compatte motorizzate diesel, di qui la scelta senza alternativa sulle sempre valide propulsioni benzina o bi-fuel, che stanno prendendo sempre più piede nei programmi delle case costruttrici.
Grosse difficoltà di omologazione incontrano, infatti, proprio le unità a gasolio più piccole, destinate ad essere fuori norma dall’entrata in vigore delle normative Euro-7 in poi.
Senza contare che i centri urbani, l’ambiente naturale di questo genere di autovetture, è divenuto quello ad esse più ostico, complici i blocchi programmati del traffico che penalizzano particolarmente le auto motorizzate diesel.
Contestualmente all’importante quota persa dal motore a gasolio, si vede un’avanzata inesorabile e costante delle motorizzazioni a gpl e metano che, agevolate dall’estraneità alle limitazioni della circolazione nei centri urbani e l’innegabile economia di esercizio che esse offrono, godono di preferenze sempre maggiori anche e soprattutto per via della diminuita diffidenza e scetticismo degli utenti rispetto ai carburanti “alternativi”, in passato associati ad inaffidabilità dei propulsori ed a poca praticità di utilizzo nel lungo raggio a causa  della bassa diffusione dei distributori di gpl e metano.
Infine, occorre menzionare che gli ultimi propulsori a benzina con turbocompressore hanno innalzato l’asticella dell’efficienza e della coppia motrice fino a raggiungere valori molto prossimi a quelli dei motori a gasolio, soprattutto quando coadiuvate da dispositivi del recupero dell’energia. La scelta è ormai non affatto scontata, e si gioca sul filo delle percorrenze chilometriche annue.
Una certezza su tutte: la metamorfosi del mercato del nuovo si rifletterà inevitabilmente su quello delle auto usate, con una rivalutazione dei veicoli a benzina e un conseguente miglior grado di rivendibilità di questi ultimi.
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Benedetto Rutigliano
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