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Nuova Mercedes-Benz Classe G 2018: Gelandewagen o Glamourwagen?

Al Salone di Detroit 2018 è stata presentata, in anteprima mondiale, la nuova Mercedes-Benz Classe G. Si tratta di un’auto completamente nuova, a dispetto delle linee a prima vista molto simili alla vecchia W463. Di fatto, l’unico elemento che non ha subìto cambiamenti è la maniglia di apertura delle portiere, quasi a voler regalare la sensazione di un primo contatto in perfetta continuità con le antenate. Il resto è totalmente rinnovato.
A cominciare dagli interni, dove invece che su un fuoristrada dalla vocazione off-road assoluta, sembra di essere a bordo di una S65AMG, anche se, per la verità, con l’ultimo restyling del precedente W463, mamma M.B. aveva già “forzato la mano” con un ammodernamento un po’ kitsch della plancia, appioppando un display posticcio stile iPad ad un cruscotto che aveva nella pulizia delle linee il tratto distintivo di questa icona dei fuoristrada di lusso


Tutta nuova anche fuori, dove si notano subito diversi dettagli: l’assenza della guarnizione del parabrezza (che dovrebbe aver eliminato la predisposizione alla ruggine proprio lungo la cornice dello stesso, notoriamente un punto nevralgico -insieme ad altre zone della carrozzeria- del vecchio W463); i passaruota ridisegnati e unghiettati; i lamierati riarmonizzati e l’assenza delle grondaie perimetrali sul tetto.
Che il successo della Classe G, da tempo icona del jet set di cinema e sport, avrebbe edulcorato la ricetta originale di questo veicolo sempiterno dal carattere inequivocabile, era già nell’aria da tempo.

Che ne uscisse storpiata, per essere relegata alla ipersatura schiera dei SUV di lusso, non era previsto.

D’accordo, probabilmente stiamo esagerando in spirito critico, dato che i tre blocchi pur sempre li conserva, ma quell’ elettroattuatore del servosterzo a 25cm da terra sarebbe un cazzotto negli occhi se il sottoscocca della nuova Classe G non fosse carenato come una Ferrari da pista (?!)…
E qui i puristi del marchio grideranno all’eresia, perché ciò che faceva del W463, anche all’occhio, una “macchina” perfetta, prima ancora che un’auto perfetta, era la meccanica nata per essere meravigliosamente a vista, il che garantiva facilità di intervento nelle (rarissime) eventualità in cui fosse stato necessario mettere mano su quel gioiello di ciclistica made in Steyr-Püch; nonché facilità di pulizia dal fango, che nella nuova serie rischia di rimanere intrappolato tra i lamierati protettivi.

Ma forse il disappunto degli aficionados del G sarebbe ancora maggiore se l’avessero prodotto senza quelle carenature, che per lo meno hanno il merito di celare ciò che per molti è un insulto all’offroad:

le sospensioni anteriori a ruote indipendenti

Non più ponte rigido e bocce cromate e lappate, ma trapezi e braccetti in stile crossover…

Ora, che la nuova Classe G sarà venduta più per l’opulenza degli allestimenti interni e per la linea rievocativa che per la sua proverbiale robustezza e le sue innovazioni meccaniche non sarà fonte di stupore per nessuno, viste le migliaia di esemplari venduti nel corso degli ultimi anni, in gran parte nell’irrazionale e testosteronica versione AMG, che hanno visto collocazione nei centri finanziari e nelle location dello show business di tutto il mondo.

Tuttavia, se non altro per rendere onore a un progetto che ne fa, nonostante tutto, ancora oggi il fuoristrada migliore al mondo, per via dei tre differenziali bloccabili al 100%, del tetto portante, di un telaio indistruttibile e per molto altro, avremmo preferito rivedere immutato anche il sottoscocca e lo schema sospensivo, perché agli appassionati che scelgono un veicolo così particolare, l’occhio cade anche e soprattutto “sottopelle”.

Nell’ambiente offroad si considera ormai tramontato il mito della Classe G con questa versione discriminatoriamente ribattezzata W464. Di fatto, però, i numeri di telaio delle nuove stelle di Graz mostreranno sempre la sigla “WDB463…”.
Chissà che la denominazione originale sia stata conservata per continuare a far sognare i Giisti di tutto il mondo che il loro veicolo preferito, dopo tutto, non sia cambiato poi tanto.
E per distoglierli dal fatto che, in realtà, non è affatto così.

Al contrario di come quasi sempre accade con l’uscita di un nuovo modello, i vecchi 463 sono destinati a una lenta ed inesorabile rivalutazione, in primis per le ragioni meccaniche poco sopra illustrate, ma anche e soprattutto per via di motorizzazioni che la rendevano tutto sommato un’auto gestibile, dal punto di vista dei consumi, e che oggi non sono più disponibili sul nuovo (si pensi ai G270CDI, ai G320CDI nonché a tutte le motorizzazioni aspirate a benzina, affidabilissime e facilmente convertibili a gpl).
Gioielli di meccanica e di affidabilità, destinati ad entrare nella vita di chi vuole un’auto ognitempo, che gli consenta di gettarsi nel fango la mattina e di andare alla cena di gala la sera. Oltre che di possederla per molti anni senza timore di svalutazioni o cedimenti derivanti dall’età.

Una Mercedes Classe G usata è senza dubbio tra gli investimenti più conservativi che si possano affrontare in campo automobilistico, con il vantaggio di avere un’auto sempre attuale, perché fuori dal tempo e dalle mode.

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Benedetto Rutigliano
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